Intervista tratta dal numero 41 di pig magazine del mese di aprile
Hot Tip!Ce l’aveva confidato James Murphy, in tempi non sospetti, che se c’era un gruppo da tenere d’occhio e con cui gli sarebbe piaciuto lavorare, quello erano gli Hot Chip.
Da allora ne sono capitate di cose al quintetto londinese, brillante anomalia nel panorama musicale britannico per come riesce ad unire influenze soul, funky (nel primo album citano, non solo musicalmente, Prince – “I’m tired of muthafuckas tryin’ to tell me that they’re down with Prince.” - e Stevie Wonder – “I’m like Stevie Wonder, but I can see things” -) e proto elettroniche (Devo, Kraftwerk…)
…ad una vena di pop ultramoderno e vellutato.
Dopo l’esordio su Moshi Moshi, “Coming On Strong”, mentre fioccano le richieste di remix (Scissor Sisters, Go Team!, Ladytron, Architecture In Helsinki e altri), i cinque vengono convocati a New York City in casa DFA. Più o meno in contemporanea al lavoro con Mr. LCD Soundsystem si consuma il passaggio tra le braccia della EMI, celebrato con uno degli anthem della collezione autunno/inverno. “Over And Over” mette in mostra un gruppo in uno stato di forma invidiabile, che sacrifica (momentaneamente?) la passione per la musica nera per un pugno di beats d’annata. Prima che si crei la calca intorno alla band, in seguito all’uscita del nuovo “The Warning”, previsto per il prossimo 19 maggio e con tutta probabilità uno dei dischi caldi di questo 2006, abbiamo avvicinato il gruppo in occasione di una delle date alla Brixton Academy di Londra in cui hanno fatto da spalla a Goldfrapp.
Intervista con Joe Goddard degli Hot Chip
Hot Chip, che razza di nome è? Chi l’ha trovato?
Abbiamo scelto questo nome perché volevamo qualcosa che fosse al tempo stesso scioccante ed eccitante, come la sensazione che si prova quando metti in bocca una patatina fritta caldissima… ustionante!
Potete raccontarmi brevemente la vostra storia?
Alexis, Owen e Joe si incontrano a undici anni a scuola. Alexis incontra Felix e Al all’Università. Dopo la laurea siamo diventati una band. Felix suona le drum machines, Al suona chitarra, le tastiere e canta, Alexis fa lo stesso (però non canta), Owen suona chitarra e tastiere mentre Joe suona il basso, le tastiere e pure lui conta. Ci siamo ispirati ai Bell Biv Devoe e a “Half on a Baby” di R. Kelly. E’ una cosa che dovresti prendere in considerazione.
Non mancherò… Complimenti per la concisione…
Chi è leader della band?
Non c’è nessun leader, gli Hot Chip sono un collettivo autonomo anarco-sindacalista; sullo stile di certe città spagnole durante la guerra di Spagna.
Un disco su Moshi Moshi, poi, dopo l’incontro con la DFA siete finiti alla EMI? Ve l’hanno consigliato James e Tim? Come è cambiato il vostro songwriting e il vostro approccio alla musica?
Sì, il fatto che la DFA lavori con la EMI ci ha aiutato sicuramente nello scegliere loro; penso però che questo nuovo contratto non abbia cambiato e non cambierà il nostro modo di scrivere e il nostro approccio musicale in generale: facciamo semplicemente quello che ci sembra suoni bene, come al solito.
Un anno fa ho chiesto a James Murphy di farmi un nome di una band per il 2006, una band che apprezzava veramente e con la quale avrebbe voluto lavorare… Mi ha detto gli Hot Chip… C’è riuscito!
E così il ragazzo aveva ragione ?!?!…
James ci ha aiutato davvero tanto: è una cosa splendida perché noi lo rispettiamo tantissimo.
Mi dà una sensazione calda dentro e me lo fa diventare duro! Oltretutto secondo me è un grandissimo produttore, sa far suonare i dischi in maniera grandiosa: classica e funky al tempo stesso.
Riesce sempre a far ballare il cervello.
Come siete entrati in contatto con lui?
I ragazzi della DFA hanno comprato il 12” di “Down With Prince” e ci hanno contattato per chiederci se ci interessava andarli a trovare a New York per registrare qualcosa con loro.
E voi cosa avete risposto?
“Certo!!! Basta che ci pagate il volo!”
E la collaborazione con la Kitsunè com’è nata? Cosa ne pensate del loro lavoro?
Penso che abbiano un grande talento nel cercare artisti nuovi e interessanti e nel dargli la possibilità di essere pubblicati. Anche loro ci hanno aiutato molto.
Parliamo un po’ della vostra musica… Come la definite?
Musica folk mixata con musica dance, prodotta da Brian Eno, Brian Wilson e Brian May.
Interessante… Io avevo sentito parlare di “slapcore”…
Sì, sono stati quelli del NME… Non penso che questo termine voglia dire niente… Come d’altronde la maggior parte di quello che dicono sul giornale: oramai sono una barzelletta ed è un peccato perché hanno un grande passato.
Altrove ho letto che vi definite come una pop band con lo spirito di Brian Wilson, la passione dei Public Enemy e la simpatia dei Neptunes…
Non è male come definizione dai… Risale all’inizio della nostra carriera e penso che possa funzionare ancora, basta aggiustarla un po’. Ora potremmo dire che preferiremmo la creatività dei Neptunes piuttosto che la loro simpatia, ma in fondo non è che si tratti di una modifica sostanziale.
E Prince?
Ci piace ancora, crediamo che i suoi dischi suonino ancora benissimo!
Sembra che diventi più matto ogni giorno che passa; ora credo sia diventato un testimone di Geova che gira da porta a porta…
Sono sicuro che sarebbe in grado di convertirmi in un attimo.
Siete andati a NYC a registrare il materiale che è uscito per la DFA?
L’avete prodotto da soli o ci ha messo lo zampino James?
Abbiamo registrato solo un brano a NYC con la DFA, il loro remix di “(Just Like We) Breakdown”; tutto il resto l’abbiamo prodotto noi. James e Tim ci hanno dato una grossa mano, abbiamo lavorato molto insieme, si è trattata di una vera e propria collaborazione e siamo davvero soddisfatti del risultato.
Siete visti come la band più cool del momento, lo sapete?
No, davvero; figurati che normalmente mi sento abbastanza stupido.
Cosa ne pensate?
Penso che l’hype sia qualcosa che dura un istante, guarda Fischerspooner… Se fai buona musica probabilmente la gente ti ricorderà, ma non è detto che vada così…
Però remixate i gruppi più cool in circolazione…
Scissor Sisters, Le Tigre, GoTeam!, Bright Eyes, Ladytron, Architecture In Helsinki…

Siete voi a scegliere chi remixare o siete scelti?
No, sono loro a scegliere noi. Lavoriamo a qualsiasi brano su cui ci chiedano di mettere le mani… A patto che ci paghino… Flipping burgers man, flipping burgers… Fa tutto parte del gioco!
E fate anche i DJ?
A volte ma non spesso; ci sono stati degli attriti terribili…
Chi è il vostro DJ preferito?
I miei DJ preferiti?… Kieran Hebden, James Murphy e Alexis.
Ho visto il video di “Over And Over”, bello, chi l’ha fatto?
Nima Nourizadeh, un grande amico oltre che un grande regista.
Tenetelo d’occhio perché ha in mente di conquistare il mondo nel giro di un anno o al massimo due.
Avete fatto altri video in passato prima di quello?
Sì, Nima ha fatto un video per il nostro ultimo singolo, “Playboy” e poi c’è il video di “‘Down With Prince”, una cosa molto semplice, fatta con delle riprese live.

Aprire il concerto di Goldfrapp, è un punto di arrivo o un punto di partenza?
Direi un inizio.
Com’è? Simpatica o se la tira?
Non l’abbiamo ancora incontrata ma non ci hanno permesso di assistere al suo soundcheck!!! Con gli LCD Soundsystem non abbiamo avuto questo problema, l’atmosfera di questo tour è completamente diversa.
E’ carina? (sai nei video non si capisce bene, anche se con quegli hot pants fa la sua porca figura…)
Volevamo cambiare i cartelloni fuori e scrivere Oldfrapp…
E’ l’artista più grande per cui avete fatto da supporto?
No, abbiamo aperto per i Faithless!
Per chi altro vi piacerebbe aprire?
Per i Devo.
E con chi vi piacerebbe collaborare a livello artistico?
Will Oldham, ma sono sicuro che ci snobberebbe.
Una volta ho sognato che andavamo a pescare insieme, non abbiamo preso niente… Poi aggiungerei anche Nas e Bill Callahan.
Chi sono gli artisti del presente che apprezzate maggiormente?
Madlib, Battles, Gang Gang Dance, Black Dance, Bonnie Prince Billy, Justus Kohncke, Metronomy e Joanna Newsom.
E del passato?
Can, Kraftwerk, Beach Boys, Moondog, Sun Ra e Arthur Russell.
Preferite lavorare in studio o suonare dal vivo?
Preferisco lavorare in studio, nessuno può sentirti urlare… Anche suonare live però mi diverte.
Siete espansivi sul palco? Com’è il vostro rapporto con il pubblico?
Crediamo di essere abbastanza espansivi on-stage… Facciamo il possibile per ballare e suonare la tastiera con la testa allo stesso tempo.

Com’è la scena a Londra? Ci sono band interessanti a parte quelle che emergono nelle ricorrenti “waves” di Brit pop?
Siamo fermi al brit pop… Ci sono davvero poche band interessanti a parte Metronomy e Grovesnor: la scena è morta e non sa di esserlo.
Stop alla New Wave, avanti con la Neu-Rave!
Ti piacciono gli anni in cui viviamo o avresti preferito vivere in un’altra epoca?
Mi sarebbe piaciuto vivere negli anni sessanta, avrei potuto chillare con Phil Spector e Brian Wilson… E poi sicuramente avrebbero potuto darmi qualche dritta da studio di registrazione….
Hai fatto il nome di Phil Spector… ti piacerebbe produrre qualche gruppo?
Sì, a volte ci penso.
Chi ti piacerebbe produrre?
Qualche MC grime come Tinchy Stryder o D Double E, magari chiamerei Joanna Newsom a fare i cori…
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Avere uno studio enorme, pieno zeppo di soldi e di vecchi synth Moog. Mi piacerebbe avere Nando (ristorante trash londinese specializzato in pollo alla brace) la porta accanto e vedere dalle finestre un bel panorama con colline e pecore che pascolano nei prati.
Continuate a lavorare o avete mollato tutto per inseguire il sogno del rock?
Abbiamo rinunciato a tutto per il rock, perfino alla nostra moralità. Penso che presto potremmo dover rimetterci a cercare un lavoro se le cose non dovessero funzionare, quindi concedimi un appello…

Vai…
“Per favore aiutateci a mantenere il nostro tenore di vita comprando i nostri dischi!”.
Senti la necessità di avere uno strumento che non è stato ancora inventato?
No, è il sintetizzatore lo strumento definitivo. Con quello puoi ricreare il suono di qualsiasi altro strumento, del presente, del passato o del futuro. I synth analogici sono lo specchio dell’anima di una persona, sarei in grado di leggere i tuoi pensieri e le tue emozioni se solo ti sentissi suonare; è come leggere un libro, o in qualche caso un pamphlet.
Ho letto che uno di voi lavorava alla Domino, è vero? Come vede uno del “settore” lo stato dell’industria discografica nel 2006?
Sì, qualcuno lavorava alla Domino… si occupava di scrivere le cartelle stampa per i dischi in uscita. L’industria musicale sta precipitando in un vortice di profitti che crollano e sta adottando misure disperate per far cercare di comprare alla gente suonerie, downloads e qualsiasi altra cosa si possa vendere.
Vedremo cosa riserverà il futuro all’industria discografica… Il vostro futuro invece? Programmi?
Fare un album che suoni come se Timbaland si cimentasse in un’opera prog rock.
Quindi siete al lavoro su nuovo materiale?
Sì, sempre. Tieniti pronto per “Shake A Fist”. Puntiamo a qualcosa di soft, arrotondato con una punta di r’n’b.
Siamo dunque vicini all’uscita del nuovo album… Potete darci qualche anticipazione? Special guests, produttori… qualsiasi cosa di cui potremo vantarci…
Il nuovo album è previsto per maggio, non ci sono ospiti di rilievo e l’abbiamo prodotto tutto da soli nello stesso modo in cui avevamo lavorato sul primo. L’unica differenza è che questo è decisamente meglio. Il piano ha un ruolo importante nel disco, così come la grande abbondanza di mandolino e di samples di uno dei superstiti dei Beatles.
Speravo in qualche anticipazione ad effetto… toccherà buttarmi sul privato per fare notizia: sei sposato, fidanzato? Com’è la situazione a groupies?
Sono fidanzato, la situazione groupie non è un granchè per me… Comunque Paris sarà sempre nei nostri cuori!
Va beh… senti c’è qualcosa in particolare che ci tieni a dirmi?
Volevo solo parlare un attimo di Werner Herzog, il suo “Grizzly Man” è stato il nostro film preferito del 2005. Timothy Treadwell era un uomo coraggioso ma stupido; ha meritato di morire perché non ha capito che in quella parte dell’Alaska è l’orso il re.
Intervista con Joe Goddard degli Hot Chip di Depolique
Foto di Elisha Smith Leverock
13 Settembre 2006 alle 17:50
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14 Luglio 2008 alle 12:40
OOOh! What a nice site you’ve got in here:))
15 Luglio 2008 alle 09:29
Onnea hyvasti!))